
Pubblicato da Carlitos giovedì 31 marzo 2011 alle 08:10
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Sono le 8:45 quando iniziamo a camminare. Sarà dura. Se deve essere l'ultima della stagione deve essera anche la più dura. Poco più di due ore fa eravamo ancora a Felizzano, con i nostri 115 mt di altitudine, ora invece stiamo rapidamente superando le piste da sci di plan maison sopra Cervinia a 2550 mt. Come inizio non c'è male.
Siamo sempre noi, Carlo, Ste ed io e il nostro traguardo è la che ci guarda, ci osserva attraverso l'aria limpida e frizzante di questo giorno di sole, IL FURGGEN. Gia lungo i tornanti della strada lo si può vedere subito sotto una delle cime più bella delle Alpi, Sua maestà il Cervino. Era già da un po' che stavamo aspettando. Finalmente è l'ora.
Fuori dalle piste indossiamo le racchette e iniziamo a darci dentro, anche perchè sembra veramente lontano da li sotto. A 2900 mt circa facciamo una breve pausa per scattare qualche foto e bere un goccio di the caldo e sono solo le 10:15. Buon ritmo nonostante la pendenza,che gia si fa sentire sulle gambe. Ma siamo appena all'inizio. Infatti dopo un'altra mezz'ora di camminata decidiamo di abbandonare le racchette e optiamo per passare su una pietraia che fa da dorsale ai pendii innevati. Questo ci permette di salire più veloci anche se sempre molto attenti, perchè la roccia sembra fatta di vetro e ad ogni passo scarica rischiando di farci cadere. Scarica tanto che ci ripromettiamo di non passarci al ritorno. Troppo pericoloso in discesa.
Ma anche questo tratto finisce e viene l'ora di indossare i ramponi, sono le 11:45 la vetta è ancora lontana e le gambe cominciano a presentare i primi segni di affaticamento. Ed è proprio qua che viene il bello, perchè la pendenza è molto alta e i mt. di dislivello aumentano in poche ore. L'ultimo tratto è spettacolare, sia per difficoltà sia per quella sensazione che ti dà cercare dentro di te la forza per compiere il passo successivo. Mentre adesso la cima è lì, vicina, ti chiama e ti incita ad andare avanti. Ed infatti superato il “muro” finale giungiamo finalmente sul tetto del Furggen. Ancora adesso non trovo le parole per descrivere la gioia e la soddisfazone che abbiamo provato. Ore 13:30 siamo a 3492 mt. ce l'abbiamo fatta!!
Il paesaggio è mozzafiato ma durante il pranzo che ci stiamo concedendo il tempo si gira. Compare qualche nuvola e iniziano addirittura a cadere i primi fiocchi. Così decidiamo di ripartire subito e alle 14:00 iniziamo la discesa. Discesa che però divoriamo letteralmente, sulle ali dell'entusiasmo e una volta recuperate le nostre racchette alle 16:30 siamo già a valle.
Pubblicato da Carlitos martedì 29 marzo 2011 alle 19:00
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KATHMANDU, Nepal — Aver salito dieci volte l’Everest, di cui una in record di velocità, non gli basta più. Tra pochi giorni Pemba Sherpa ripartirà per la valle del Khumbu con un nuovo guinness da raggiungere: salire sulla cima dell’Everest, 8.848 metri, e su quella del vicino Lhotse, 8.516 metri, nel giro di sole 24 ore.
La via di salita all’Everest e al Lhotse, dal versante nepalese, è comune ad entrambe le cime fino a quota 8000 metri. Lassù, a Colle Sud, sorge il campo 4 che di solito è usato come base di partenza per il tentativo di vetta.
L’idea di Pemba Dorjee Sherpa, secondo quanto trapelato finora, è di salire prima sull’Everest, poi tornare a campo 4 dove riposerà brevemente prima di ripartire pr la cima del Lhotse. Pare che l’impresa sarà condotta con l’uso di ossigeno, ma finora la notizia non è confermata.
Pemba partirà da Kathmandu il 1 aprile, ma non sarà l’unico sherpa a cercare il record sull’Everest questa primavera. A fargli compagnia ci saranno Mingma Gyalzen e Phurba Tenzing, che vogliono sostare per 24 ore, senza ossigeno, sulla cima dell’Everest, e Nawang Phuchi Sherpa che vuole diventare la prima donna a salire l’Everest due volte nella stessa stagione.
Pubblicato da Carlitos alle 08:00
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Pubblicato da Carlitos lunedì 28 marzo 2011 alle 08:10
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Pubblicato da Carlitos venerdì 25 marzo 2011 alle 09:10
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Pubblicato da Carlitos alle 08:00
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Pubblicato da Carlitos giovedì 24 marzo 2011 alle 21:18
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Pubblicato da Carlitos alle 07:13
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Conto alla rovescia, in attesa della nuova stagione di Coppa del Mondo IFSC, che si inaugura a Milano con boulder e velocità.
9 gare di boulder, 5 di velocità e 11 di difficoltà – senza contare i Campionati del Mondo di Arco; il calendario 2011 si conferma come il più ricco della storia della Federazione internazionale.
Ma una delle notizie più attese è la trasmissione in diretta su internet di tutte le gare di Coppa, grazie a un accordo tra l’IFSC e le Federazioni Nazionali. Lo streaming – gratuito e accessibile a tutti su www.ifsc.tv e per la gara di Milano su up-climbing.com - è il primo passo per ampliare il pubblico dell’arrampicata sportiva oltre i confini nazionali del paese ospitante.
I climbers sparsi per il mondo, gli atleti stessi e il più vasto pubblico chiedono maggiore visibilità: non solo risultati e classifiche, ma l’emozione dell'evento, nel momento in cui svolge. Dopo ogni gara, la federazione Internazionale offrirà una selezione delle migliori immagini e i replays completi di semifinali e finali.
Milano, che aveva già ospitato una prova lead nel 1998, organizzata da Versante Sud, torna protagonista. up-climbing.com, media-partner di questa prima prova del circuito, oltre a trasmettere la diretta, arricchirà le sue pagine con video-servizi quotidiani e interviste esclusive.
Per la gara di Milano, sabato e domenica dalle 12 alle 14, diretta anche su Raisport, e per tutti i particolari e ultime news, ecco il link alla pagina ufficiale di Milan climbing 2011
suggested by Luca
Pubblicato da Carlitos mercoledì 23 marzo 2011 alle 08:00
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Le immagini più belle della spedizione italiana dell’autunno 2010 al Baruntse, la splendida montagna nepalese alta 7129 metri. Ecco il trailer del video che racconta in sintesi l’impresa tentata pochi mesi fa da Davide Chiesa e Massimo Rabito, in squadra con Corrado Perissinotti, Sergio Zigliotto, Enrico Dorantani, Daniela Brazzale, Roberto Riflessi e Tania Ratini. “Namastè Baruntse” è il frutto di alcuni dei momenti più intensi di quella avventura.
Sempre dall’esperienza della spedizione italiana in Himalaya, nasce l’idea di parlare delle montagne più alte del mondo unendo i punti di vista dei protagonisti di ieri e di oggi. La voce di un grande protagonista della storia dell’alpinismo, Kurt Diemberger, e quella di Chiesa si uniranno prossimamente in alcuni incontri dal titolo ”La spedizione in Himalaya (1957-2011). I ricordi di allora, gli occhi di adesso”. Date e luoghi delle conferenze sono ancora da stabilire.
Pubblicato da Carlitos martedì 22 marzo 2011 alle 08:05
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Pubblicato da Carlitos lunedì 21 marzo 2011 alle 08:24
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MILANO — Livigno, Isolaccia, Bormio, Santa Caterina, Madesimo, Passo del Tonale. Gli angoli più selvaggi, incantati ed emozionanti delle Alpi lombarde sono oggi finalmente catalogati in una serie di itinerari di freeride che faranno la felicità di principianti ed esperti. Il prezioso lavoro di “Freeride in Lombardia”, firmato da Giuliano Bordoni e Paolo Marazzi, è edito da Versante Sud nella collana “Luoghi verticali”.
Una guida che non può mancare nella libreria degli amanti della neve fresca. Ecco cos’è “Freeride in lombardia”, che in 160 pagine raccoglie 50 tra i più spettacolari itinerari freeride delle Alpi lombarde, molti dei quali sono ancora sconosciuti anche se sorgono accanto a ben noti comprensori sciistici. Tutti descritti con schede bilingui, in italiano e inglese.
All’inizio, una ricca introduzione fornisce al lettore gli strumenti per comprendere a fondo il linguaggio usato per descrivere difficoltà pericoli, simbologia e dà una infarinatura sul materiale tecnico necessario, sull’ambiente e sulla mappatura gps, strumento sempre più utile per chi vuole vivere la montagna in sicurezza. Poi, si parte con le schede.
Da Morfeo al Pisgana, dal Rock degli stambecchi al Madonnone di Livigno, ogni discesa descritta nel libro è corredata da diverse fotografie e da una scheda dettagliata che, oltre a spiegare l’itinerario, ne indica l’orientamento, il dislivello in salita e discesa, i tempi, l’inclinazione, le difficoltà e i rischi in caso di caduta, la possibilità di usare lo snowboard in discesa e, se esistono dei tratti da percorrere a piedi, quanto sono lunghi e come sono percorribili.
Divertentissima l’idea degli autori – Bordoni, guida alpina, e Marazzi, esperto di telemark – di usare dei piccoli boccali di birra come indicatore della “bellezza” di ogni itinerario.
Ma al di là degli schemi, questo libro vuole essere una vera e propria fonte di ispirazione. “Freeride abbraccia uno stile di vita, una filosofia, un pensiero positivo. Freeride vuol dire sapere amare la montagna, volerla conoscere, imparare a rispettarla”. Quindi forza: correte in libreria e poi caricate gli sci in auto. Le montagne lombarde vi aspettano.
Titolo: “Freeride in Lombardia”
Autori: Giuliano Bordoni e Paolo Marazzi
Editore: Versante Sud
Pagine: 160
Prezzo di copertina: € 25,00
Pubblicato da Carlitos mercoledì 16 marzo 2011 alle 10:03
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Pubblicato da Carlitos martedì 15 marzo 2011 alle 08:00
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ANCHORAGE, Alaska — “E’ stato un inferno”. Con queste parole Christine Feret e Artur Testov hanno messo fine al loro secondo tentativo di salita invernale al McKinley, 6.154 metri, la cima più alta del Nord America. I due alpinisti sono rimasti bloccati per una settimana in una truna di neve a 4200 metri. Lei voleva diventare la prima donna a salire il McKinley d’inverno.
Pubblicato da Carlitos lunedì 14 marzo 2011 alle 08:26
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Pubblicato da Carlitos venerdì 11 marzo 2011 alle 08:56
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Pubblicato da Carlitos giovedì 10 marzo 2011 alle 08:00
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Pubblicato da Carlitos mercoledì 9 marzo 2011 alle 08:00
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Pubblicato da Carlitos martedì 8 marzo 2011 alle 07:52
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EL CHALTEN, Patagonia – E’ tempo di grandi imprese in Patagonia. Gli americani Michael Schaefer e Kate Rutherford lo scorso febbraio hanno aperto “Washington route”, una via nuova sul versante sud del Fitz Roy. Nello stesso mese sulla montagna c’erano anche i belgi Nicolas Favresse e Sean Villanueva, che hanno salito in libera e a vista la parete Est, e gli statunitensi Whit Magro, Nate Opp, e Josh Wharton. Questi ultimi hanno invece compiuto il concatenamento di tre cime del massiccio, l’Aguja Desmochada, la Aguja de la Silla e il Cerro Fitz Roy, un itinerario che hanno chiamato “Wave effect”.
Tre team di climber, tre imprese diverse ma tutte notevoli e tutte sul Fitz Roy. Michael Schaefer e Kate Rutherford hanno salito una linea nuova sulla parete sud della montagna, con i 3.405 metri di altezza, la più alta della Patagonia. I due americani l’hanno battezzata “Washington route”, e l’hanno valutata di difficoltà VI, 5.10, A1.
Sono saliti in modo leggero, senza portare tenda e sacchi a pelo, il che li ha costretti a una progressione più lenta, dovendo perdere tempo ad asciugare i materiali. Hanno bivaccato alla base della via California, poi hanno salito una linea che sale a est di questa via, quindi hanno deviato verso destra. Sono arrivati in cima intorno alle 11 di sera, hanno bivaccato per qualche ora e con le prime luci dell’alba sono scesi in doppia dalla via Franco/Argentina.
Le vie sulla parete est del Fitz Roy (PhotoWWW.PATACLIMB.COM - Rolando Garibotti)
I belgi Nico Favresse e Sean Villanueva si sono invece concentrati sulla parete est, che hanno salito in libera e a vista. Secondo quanto riferisce il sito PataClimb, hanno trovato la parte bassa della via “El Corazon” bagnata così hanno optato per il diedro iniziale della via del Pilastro est, per poi spostarsi successivamente su “El Corazon”, di cui hanno salito i due terzi finali del percorso. “El Corazon” in totale è lunga 1.250 metri ed è stata aperta nel 1992 dallo svizzero Kaspar Ochsner e dal ceco Michal Pitelka. Deve il suo nome alla caratteristica roccia a forma di cuore situata nella parte alta del percorso.
I due climber hanno iniziato la salita alle 7 del mattino e hanno finito alle 11 del mattino del giorno dopo: ci sono volute 28 ore per completarla, scalando praticamente tutta la notte, con l’unica eccezione di una breve sosta a otto tiri dalla vetta. Favresse e Villanueva sono scesi poi in corda doppia lungo la via “Royal Flush” sullo stesso versante.
Terza grande impresa sul Fitz Roy è quella degli statunitensi Whit Magro, Nate Opp e Josh Wharton che hanno compiuto il concatenamento delle cime dell’Aguja Desmochada, della Aguja de la Silla e del Cerro Fitz Roy. I tre alpinisti sono riusciti a realizzare un sogno del climber veterano della Patagonia, Bean Bowers, che al momento sta lottando contro il cancro e al quale i tre hanno dedicato l’impresa.
The-Wave-Effect (PhotoWWW.PATACLIMB.COM - Damian IIabres)
Magro, Opp e Wharton hanno chiamato l’itinerario “Wave effect”. Ci hanno messo 4 giorni per completarlo. Nel primo hanno scalato circa un terzo dell’Aguja Desmochada nel lato sudovest del massiccio del Fitz Roy, completando la salita il giorno seguente: hanno seguito la via “El Condor” collegandosi poi alla “Golden eagle” e chiamando la variante “Brass parrot variant” (7b+). Infine sono arrivati in vetta lungo “The sound of the fury”.
Dopo un bivacco, nella terza giornata hanno aperto una nuova via all’Aguja de la Silla, battezzata “The vertical current” (600 m, 6b), quindi si sono collegati alla “Via Californiana” (690 m, 6c) della parete Sud del Cerro Fitz Roy, scalata in cinque ore nel corso del quarto e ultimo giorno.
Josh Wharton è uno degli scalatori più attivi della stagione in Patagonia. Alcune settimane fa aveva aperto infatti la via “CoDa” (7a+, A0) insieme a Neil Kauffman, proprio sull’Aguja Desmochada. Inoltre aveva anche realizzato la prima scalata in libera della “Voie des Bénitiers” (400 m, 7b) sul Cerro El Mocho.
info: HTTP://PATACLIMB.COM/
Pubblicato da Carlitos lunedì 7 marzo 2011 alle 08:00
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Pubblicato da Carlitos giovedì 3 marzo 2011 alle 07:50
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L’altoatesina Angelika Rainer è riuscita a difendere con successo il proprio titolo di campionessa mondiale di arrampicata su ghiaccio (Lead). Durante una finale emozionante a Busteni, in Romania, la ventiquattrenne ha avuto la meglio su Woon Seon Shin (KOR) e Anna Gallyamova (RUS).
Per la finale i costruttori della via avevano riservato alle signore un vero e proprio osso duro: Angelika è stata la sola a raggiungere l’ultimo appiglio, riuscendo a fissare la fune nel deragliatore e imponendosi sulle avversarie con 13,28 punti.
La prossima e ultima tappa della Coppa del mondo di arrampicata su ghiaccio avrà luogo dal 6 all’8 marzo a Kirov, in Russia, dove verranno incoronati anche i nuovi campioni mondiali di speed climbing.
Pubblicato da Carlitos mercoledì 2 marzo 2011 alle 08:00
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Pubblicato da Carlitos martedì 1 marzo 2011 alle 08:00
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