Lightbox Effect
Visualizzazione post con etichetta Perù. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Perù. Mostra tutti i post

Cordillera blanca Perú at sunset

click to enalrge

GLI SPETTACOLARI - Chopicalqui - 6354 mt.

Il Chopicalqui è una montagna della Cordillera Blanca (Ande). È situata in Perù, nella provincia di Yungay, regione di Ancash, e fa parte del massiccio montuoso chiamatoMacizo de Huascarán. Il suo nome deriva dalle parole quechua chopi (centro) e callquii (calzare, incastrare, spazio stretto). La sua posizione, tra la montagna dell'Huascarán e il massiccio del Contrahierbas, avvalorerebbe il significato di "montagna incastrata al centro"


"GLI SPETTACOLARI" Alpamayo



L'Alpamayo (5.947 m), che si presenta come una piramide di ghiaccio quasi perfetta, è una delle numerose montagne del massiccio montuoso chiamato Macizo de Santa Cruz, situato nella parte settentrionale della Cordillera Blanca. Nonostante sia più bassa di molte delle montagne vicine, la sua fama è dovuta essenzialmente alla sua inusuale simmetria e il suo aspetto unico.


Pucajirca Norte I - 6045 mt. - Perù

I Pucajircas fanno parte del massiccio montuoso chiamato Macizo de Santa Cruz, nella parte settentrionale della catena montuosa. Dal Pucajirca Central (6.014 m) partono due creste, una in direzione nord-nordovest e l'altra verso sudovest-ovest. Nella prima si alzano come denti il Pucajirca Norte I (6.045 m, la più alta del gruppo, della foto qui sotto), il Pucajirca Norte II (6.030 m) e il Pucajirca Norte III (5.919 m). Sull'altra cresta si alza il Pucajirca Sur (6.039 m) e, a continuazione, il Pucajirca Oeste I e il Pucajirca Oeste II, non quotati ufficialmente ma attorno ai 5.900 m.

Il nome, di cui esiste anche la grafia Pucahirca, deriva dalle parole quechua puca (rosso) e jirca (colle). Il significato del nome sarebbe dunque “colle rosso

il Pucajirca Norte I, fu salita il 12 giugno 1966 dai giapponesi Shigeo Nakagawa, Hiroshi Nakajima e Tamotsu Nakamura attraverso la cresta nord.


grazie all'amico Flemming per la foto ;)


trekking in Perù - Inca Trail da Cusco-Quillabamba a Machu Picchu


Il Capac Ñan era il Cammino Reale degli Inca. Un sistema viario di circa 20.000 km che collegava il deserto ai nevai, la giungla selvaggia alle fiorenti città. Consentiva ai villaggi andini di ricevere i prodotti del mare e a quelli sulla costa di procurarsi legna e coca dalle Ande e piume rituali dall'Amazzonia. Grazie al sistema stradale gli Inca controllavano da Cusco (il centro della rete viaria) territori dislocati a migliaia di chilometri di distanza. E qualora non fosse possibile costruire strade, l'ingegneria rimediava con scalinate e ponti, creando un'impareggiabile rete di comunicazioni.Il Capac Ñan era il cammino principale dal quale si diramavano una serie di percorsi laterali, con una copertura totale di 40.000 Km. Gli antichi andini studiarono tanto a fondo le caratteristiche del terreno che disegnarono i cammini in modo che due punti fossero sempre collegati dal più breve tragitto possibile. A intervalli regolari si edificavano dei "tampu", luoghi di ristoro e di approvvigionamento per affrontare gli itinerari più lunghi.

In genere i cammini inca sono selciati, presentano canali, scale e tunnel. Possono arrivare a 5 metri di larghezza e mostrano grande cura nella lavorazione e disposizione delle pietre.

I ponti sono una delle maggiori attrazioni del Cammino Inca. Sono costruiti con corde fissate a pilastri di pietra, a loro volta tagliati appositamente sulle rive dei fiumi. Sembrano estremamente fragili, ma sono resistentissimi e sono tuttora utilizzati dagli abitanti delle Ande, che continuano a incaricarsi della manutenzione e ricostruzione.

Senza ombra di dubbio il tratto più noto del Cammino Reale è quello che parte dal Km 88 della linea ferroviaria Cusco-Quillabamba e continua per 42 Km fino a Machupicchu. Il tragitto, segnato per lo più da sentieri selciati, attraversa importanti centri archeologici, come Huayllabamba, Runcuracay, Sayacmarca, Puyupatamarca, Huíñayhuayna e Intipuncu.Bisogna disporre di 4 giorni per percorrerlo interamente: la varietà paesaggistica ed ecologica del cammino è sorprendente. Si sormontano due cime piuttosto elevate: Huarmihuañusca (4,200 m) e Runcuracay (3,800 m). è pertanto consigliabile acclimatarsi a Cusco prima di affrontare la camminata.


1° giorno:
Si parte dal Km 88 della linea ferroviaria Cusco-Quillabamba. Il treno fa una breve sosta all'altezza di Corihuayrachina, dove si viene registrati e si "acquista" il diritto di percorrere il cammino inca e di entrare nel Parco Archeologico di Machu Picchu (ora non più necessario, dal momento che il percorso si può intraprendere solo con le agenzie autorizzate che si incaricano di tutto). Quindi si attraversa il ponte Cusichaca sul fiume Urubamba. Sul lato sinistro del sentiero si costeggia un bosco di eucalipti, a un'altezza media di 2.700m, fino ad arrivare ai resti archeologici di Quente e Llactapata. Si prosegue fino a Huayllabamba (ultimo centro abitato). Il paesaggio è in genere coloratissimo e tappezzato di ginestre. È possibile accampare a Huayllabamba (si consiglia l'ampia radura vicino alla scuola) oppure proseguire fino a Tres Piedras, a circa 30 minuti di distanza.

2°giorno:
Sveglia all'alba. Si affronta una salita scoscesa fino a Huarmihuañusca (4.200 m). Questo tratto era noto, nei secoli XVIII e XIX, come la rotta del contrabbando. A dorso di mulo si trasportavano la canna da zucchero e la coca per evitare di pagare gli alti dazi doganali. Huarmihuañusca è l'unico punto dell'itinerario in cui si può manifestare il famigerato "soroche" (mal d'altitudine): sarà sufficiente acclimatarsi, magari masticando foglie di coca o prendendo apposite medicine (le farmacie di Cusco sono adeguatamente provviste). Qui soffiano di solito forti venti e la temperatura si abbassa. Dopo un riposo rigeneratore si inizia la discesa fino alla valle del fiume Pacaymayo, dove si accampa.

3° giorno:
È la tappa più larga della camminata. Anche se i dislivelli non sono bruschi, il tratto da percorrere è lungo: si deve attraversare un secondo passo, Runcuracay (3.800 m), per poi scendere fino alla Laguna Negra e raggiungere Sayacmarca. Da lì si passa attraverso un tunnel preispanico e si arriva a Puyupatamarca.

4° giorno:
Si parte molto presto e si scende fino ai terrazzamenti di Huíñayhuayna. Per circa 8 km si segue un sentiero a bassa altitudine ("cejas de selva"), che conduce a Intipuncu e, finalmente, a Machu Picchu.


la Cordillera Blanca


Cordillera Blanca è il nome di una catena montuosa situata in Perù e compresa nella parte settentrionale delle Ande.
Lunga circa 180 km e composta da oltre 50 vette che superano i 5700 m s.l.m. è la catena più elevata del
continente americano.
Il nome deriva dalla presenza di molti
ghiacciai, è però anche chiamata Cordillera Tropical.
La vetta più elevata della Cordillera Blanca (e del Perù) è il monte
Huascarán (6.768 m), una delle vette più celebri e nel contempo più pittoresche del continente è l'Alpamayo (5947 m) situato più a nord dello Huascarán. Altre vette della catena sono il Ranrapalca, lo Huatsan, il Tauliraju, lo Huandoy, il Nevado Pisco, il Chopiqualqui, il Nevado de Copa, l'Urus (5495 m).
La località principale nei pressi della catena è
Huaraz, situata alle pendici occidentali. Altre città sono Caraz e Yungay.
Gran parte della Cordillera è stata compresa nel
1975 nel Parco nazionale di Huascaran, vi si può accedere pagando una tariffa di accesso ed è una delle mete più visitate del Perù.


aperta variante sulla parete nord dell'Huascaran


news from LIMA, Perù -- Una variante della via Casarotto, sulla parete nord del Huascaran Norte, 6.655 metri. Questa l'impresa che avrebbe compiuto, nei giorni scorsi, la cordata peruviano-americana di Christian Stoll Dávila e Mark Smiley: due aspiranti guide alpine che, in 6 giorni, sono riuscite a salire la temibile parete nord del celebre seimila sudamericano dove qualche anno fa persero la vita Battistino Bonali e Giandomenico Ducoli.

Pendii fino a 80 gradi, scalata di misto fino al 6a, e strapiombi che che dopo un terzo della parete non danno possibilità di ritirata. La parete nord del Huascaran, è una delle più difficili e pericolose del mondo.

In questa stagione, poi, è particolarmente soggetta a valanghe.Secondo quanto riferito da Barnabes.com, i due alpinisti sono saliti in vetta al Huascaran nella prima settimana di giugno e, una volta terminata l'impresa, hanno raccontato la loro salita che sarebbe avvenuta lungo una linea nuova nella prima parte della parete, sotto i seimila metri. Anche se i disegni finora mostrati dai due alpinisti non sono molto chiari e fanno sorgere qualche dubbio, loro dichiarano di aver aperto "probabilmente" una variante della via Casarotto, che poi la cordata avrebbe seguito fino in vetta. L'itinerario da loro indicato, però, sembra molto più spostato verso il crinale est, rispetto al percorso originale seguito dall'alpinista italiano.L'avventura, comunque, è stata tutt'altro che facile.

La cordata è stata in parete sei giorni, uno dei quali ferma per un malore di Smiley, che non si è sentito bene per la quota. Poi ha proseguito la salita, superando le numerose difficoltà dell'itinerario e affrontando le pessime condizioni dei pendii sommitali e il maltempo, che sotto la cima li ha costretti ad uno stop di sei ore su una cengia larga meno un metro. La cima è arrivata alle 19 del 7 giugno e la discesa è avvenuta durante la notte lungo la via normale.Il Huascaran Norte, 6.655 metri, è una delle montagne più celebri della Cordillera Blanca. Renato Casarotto salì la sua parete nord nel 1977, a 29 anni, in solitaria: partì con 40 chilogrammi di materiale sulle spalle e rimase in parete per 17 giorni, ma alla fine arrivò in vetta.

La sua linea, che si sviluppa vicino al crinale orientale della montagna, è ancor oggi nota come "via Casarotto" ed è considerata una prova durissima per ogni alpinista: su quell'itinerario morirono, nel 1993, gli alpinisti bresciani Battistino Bonali e Giandomenico Ducoli, che stavano tentando la prima ripetizione della via.Quando Casarotto aprì la via aveva 29 anni ed era nel periodo clou della sue attività sulle Ande. Solo ue anni prima aveva aperto, con Agostino Da Polenza, una via nuova sulla vertiginosa parete sud del Nevado Huandoy, 6164 metri, che sorge proprio di fronte al Huascaran. E due anni dopo aprì una difficile via su roccia sul Fitz Roy, in Patagonia.

spedizione valtellinese del Cai all'Alpamayo

SANTA CATERINA VALFURVA, Sondrio -- Una spedizione valtellinese del Cai di Santa Caterina Valfurva è in partenza per l'Alpamayo, una delle cime più belle e famose della Cordillera Blanca e delle Ande peruviane. Il gruppo, composto da 12 alpinisti, lascia l'Italia oggi, 28 maggio.

l gruppo è composto di una decina di valtellinesi, un bergamasco e una alpinista altoatesina. Partiranno per il Perù sabato 30 ma prima di avvicinarsi all'Alpamayo punteranno ad altre vette di oltre 5.000 metri per acclimatarsi.

La prima sarà l’Urus, una cima di 5.495 metri. Poi all’Ishinca, un'altra montagna di 5.550 metri. Quindi torneranno a Huaraz per poi trasferirsi a Vaqueria, località da cui parte il percorso di avvicinamento al Campo Base dell’Alpamayo, la vetta di 5.947 metri di altezza meta della spedizione valtellinese.

Con un trekking a piedi di circa 2 giorni e mezzo raggiungeranno il campo base del monte, che tenteranno di scalare in 5 giorni. Il gruppo dovrebbe poi far ritorno in Italia il 17 giugno.